In tutta questa storia del Ruby Gate si sente un vago odore di morte.
Solo la paura della morte può spingere una persona ormai anziana a truccarsi come un attore da infimo avanspettacolo per cercare di apparire più giovane e avvenente. Purtroppo questi sforzi si dimostrano inefficaci e anzi controproducenti. Sembra che la natura si ribelli a questa inaudita forzatura e renda più brutto quello che si ha la pretesa di rendere bello. C’è qualcosa di repellente in quei capelli posticci che ogni giorno cambiano di colore o in quella pelle coperta da un dito di cerone. Le rughe, che si cerca in tutti i modi di nascondere, evidenziano la sofferenza di un animo inquieto e sostanzialmente infelice, mentre gli occhi, una volta furbi e vivaci, si stanno tristemente spegnendo.
Se si esula dalla vicenda politica che eccita gli animi, non si può non provare un umano senso di pietà.
Berlusconi è carnefice e vittima allo stesso tempo. Solo oggi acquistano vero senso le parole della moglie: “è malato, ha bisogno di essere aiutato”. Parole che parlavano il linguaggio della verità, pronunciate da una persona che l’ha amato e che per tale motivo poteva esprimere nei suoi confronti ancora un senso di umanità.
Egli è carnefice perchè cerca di assopire questa angoscia di morte con un di più di vita, con il contatto fisico con giovani e bellissime donne che diventano oggetto sacrificale. Come un dio sanguinario della mitologia meso-americana o un vampiro delle leggende transilvane, egli pretende il suo tributo di vita. Terminata l’opera, l’oggetto viene buttato via. In questa tragedia non c’è posto per i sentimenti. Ognuno sfrutta l’altro come meglio può. Quello che conta è la soddisfazione del proprio ego. Berlusconi sfrutta le ragazze, le ragazze sfruttano Berlusconi chiedendo favori e soldi, i suoi amici prosseneti, sfruttano e utilizzano lui e loro. Dal fondo della vicenda si intravedono i due motori che fanno girare la giostra: il sesso e i soldi. Berlusconi ha i soldi e quindi il potere. Un potere tanto smisurato che nulla gli può essere negato. Le ragazze non hanno soldi, ma hanno la giovinezza e un corpo che è l’unica merce di scambio nel mondo dello spettacolo. Se hai il fisico e un po’di fortuna puoi fare televisione, cioè apparire, diventare qualcuno. E la fortuna può essere aiutata.
Alla fine però, quando si spengono le luci della ribalta, si dismettono gli abiti di lusso e i lustrini perdono la loro lucentezza, il dio sanguinario ritorna a essere un triste paramento senza alcuna aura divina e le giovani vergini ritornano nel loro sordido mondo di prostituzione e degrado. Ognuno ritorna alla vita normale di tutti i giorni e allora riprendono le angosce, le ansie e la paura della morte.

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