Per un credente la bestemmia dovrebbe essere il più grave dei peccati, perché essa rappresenta l’ingiuria suprema nei confronti di Dio.
Mons. Fisichella però ci dice che la bestemmia va contestualizzata. Presumo abbia voluto dire che un conto è gridare al cielo il proprio insulto con rabbia, un altro è usare la bestemmia in un contesto in cui essa non appare come offesa a Dio, ma come modo di dire. Insomma un bonario intercalare.
Un problema però lo pone il secondo comandamento che prescrive di “Non nominare il nome di Dio invano” e di usarlo solo in contesti sacri, perché sacro è il suo nome. Nel caso specifico, non solo non vi è nulla di sacro, ma il nome di Dio viene usato per rendere più esilarante una barzelletta da trivio. Infatti l’effetto scenico della barzelletta sta tutto in quel gesto di paura che da solo non riesce a suscitare la risata. Per generare l’effetto comico è necessaria la bestemmia. Quindi il nome di Dio non solo viene nominato invano, ma lo si dissacra, lo si banalizza, lo si ridicolizza.
Banalizzare anche il sacro. Questo è un altro traguardo raggiunto dal berlusconismo. La birichinata della barzelletta è stata preceduta dalla comunione presa pubblicamente. Un separato e ancor più un divorziato, non può per la Chiesa partecipare al sacramento della comunione. Questo impedimento per Berlusconi non ha efficacia. Sarà perché si considera non colpevole dei suoi fallimenti familiari, lui frequentatore di minorenni e prostitute, sarà perché la Chiesa non ha il coraggio di opporsi a questa banalizzazione del sacro da parte di un uomo di potere, dimostrando così, essa stessa, che il sacro è divenuto un fatto relativo, un fatto su cui è lecito scherzare e sghignazzare.
Esiste anche un aspetto che io non passerei in secondo ordine. E si tratta dell’idea che il potere ti possa consentire di dileggiare a tuo piacimento una persona, per inciso presidente del maggior partito d’opposizione, ritenuta brutta. Quasi che l’esser brutti è una colpa di cui portare il peso e lo è ancora di più in quanto si è donna.
Berlusconi dice che in definitiva si è trattato una battuta detta solo per farsi una buona risata e che tutto questo pandemonio è fuori luogo. Eppure questo episodio, nella sua semplicità, ci dice molto di più sul personaggio di quanto ci possano dire i suoi discorsi ufficiali e la sua politica. Mi dispiace che tutto questo sfugga ai miei amici cattolici.

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