giovedì 26 novembre 2009

martedì 24 novembre 2009

Rotondi contro la pausa pranzo



"Un rito che blocca tutta l'Italia.Un quarto dei tedeschi mangia lavorando. In Inghilterra molti vi rinunciano perchè così si sentono più in forma. In Danimarca non conoscono la parola “pausa”. In Svezia addirittura non sanno cosa significhi la parola “pranzo”. In Giappone infine durante la pausa pranzo, lavorano il doppio senza stipendio per dare una mano ai manager in difficoltà. La pausa pranzo – ribadisce Rotondi - è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l'Italia".
Queste dichiarazioni di Gianfranco Rotondi, sono state rilasciate alla giornalista di una nota rivista di “costumi e società”, mentre nel corridoio dei “Passi perduti” della Camera, il Ministro si dedicava alla sua mezz’ora di meditazione zen, nell’ormai vano tentativo di capire cosa debba fare un Ministro per l’attuazione del programma di Governo.
Contemplare la mente” pare abbia detto alla giornalista “Ecco la lezione che ci viene dalla meditazione zen. Io lo faccio ogni giorno e vi assicuro che contemplare il vuoto assoluto e l’assenza di pensiero è un’esperienza indimenticabile”.

lunedì 23 novembre 2009

giovedì 19 novembre 2009

Blasfemia e crudeltà



Non sarà un Bianco Natale quello che arriverà quest'anno a Coccaglio in provincia di Brescia..
Il furore leghista ha scatenato la caccia all' extracomunitario con permesso scaduto per buttarlo fuori. Non importa se si tratta di famiglie magari con bambini, che sono qui da anni, che hanno sempre lavorato e che oggi sono rimasti senza lavoro a causa della crisi economica, al pari di tanti nostri connazionali.
Come titola la Padania oggi "Non c'è lavoro per tutti, quindi, stranieri a casa".
Insomma persone "usa e getta". Buone quando devono arricchirci lavorando sottopagati per 10-12 ore al giorno in cantiere o in fabbrica, inutili e quindi da gettare via se il lavoro manca.
Operazione "White Christmas" per ripulire la cittadina dagli extra comunitari. Semplici pulizie prenatalizie per presentarci in ordine con la coscienza a posto davanti al presepe della nostra tradizione.
Blasfemia e crudeltà. Questo Natale si preannuncia Nero non Bianco.
-----------------------------------------------
Leggi la testimonianza della regista Francesca Comencini

sabato 7 novembre 2009

La bufala del ponte e la realtà della banda larga

Ovvero quando la politica diventa propaganda e serve solo a nascondere amare verità.

Propaganda è lo sblocco da parte del Cipe di una somma di 1.300 milioni di euro per avviare i lavori relativi al ponte sullo stretto di Messina. Questo vuol dire innanzitutto che gli unici soldi disponibili per il ponte sullo Stretto sono pubblici, che risorse di investitori privati al momento non se ne vedono, che si dreneranno ingenti risorse per un’opera di dubbia utilità sottraendole a infrastrutture più urgenti e più importanti per il paese a cominciare dalla difesa del suolo (disastro di Giampilieri docet).
Propaganda dice che la prima pietra verrà posta il 23 dicembre magari con Berlusconi vestito da Babbo Natale. La prima pietra ha senso se poi viene posta la seconda e poi la terza. Porre la prima pietra il 23 dicembre, cioè prima delle feste natalizie, significa che i veri lavori inizieranno chissà quando.
Propaganda parla di 1.300 milioni di euro sbloccati, ma quelli effettivamente disponibili sono solo i 30 milioni che serviranno per lo spostamento di un tratto della linea ferroviaria sulla costa calabrese, la cosiddetta variante Cannitello. Opera già programmata da anni e che non ha nulla a che vedere con il ponte, come per altro affermato dal Presidente della Regione Calabria.
Propaganda è pensare di avviare un’opera del costo di 6miliardi e 300milioni di euro (e solo Dio sa se basteranno), quando ancora non c’è nè un progetto definitivo, nè un progetto esecutivo.

La realtà invece è che in questi tempi di crisi si congelano gli 800 milioni di euro già stanziati per lo sviluppo della banda larga. Cioè si tolgono risorse da quel comparto che aiuta le aziende a stare al passo con gli altri competitors mondiali e i cittadini a informarsi meglio e a utilizzare i servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione e dai privati con minor spreco di tempo e meno spese.
Eppure la Rete italiana non ce la fa più a reggere il crescente traffico e nelle ore di picco gli utenti navigano come lumache. Otto italiani su dieci sono senza banda larga e un ottavo della popolazione non può arrivare al minimo indispensabile (almeno due Megabit al secondo) perché abita in aree mal collegate. Il progetto iniziale era di portare i 20 Megabit al 96 per cento della popolazione entro il 2012 e almeno i due Megabit alla parte restante.
Dopo l’ultima decisione del Governo c’è invece il serio rischio di sprofondare nella fascia più bassa della classifica europea, in pericolosa zona retrocessione.

giovedì 5 novembre 2009

Polli d'allevamento



Come dice il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Questo governo e questa maggioranza hanno fatto la loro fortuna sull'insicurezza promettendo soluzioni salvifiche, facendo qualche norma sulle ronde e poi praticando tagli micidiali alla sicurezza che è in ginocchio”.
Forse questa contraddizione e la protesta di qualche giorno fa di migliaia di poliziotti, hanno determinato la ribellione del Ministro dell’Interno Roberto Maroni che lamenta vincoli troppo stretti fissati dal governo, troppo pochi i fondi a disposizione. "Garantisco che su questi temi sia io che la Lega faremo una battaglia forte perché se ci sarà una proposta di dare più soldi alla polizia da parte dell'opposizione noi la sosterremo. E se da ambienti governativi arriva una richiesta di tagli noi voteremo contro. Sulla sicurezza non possono esserci vincoli di maggioranza ".
Bravo, bene! Peccato che subito dopo arriva la smentita di Bossi e un imbarazzante richiamo all’ordine: “Maroni l'ho allevato io quando era ragazzino e farà ciò che dice la Lega” (e Tremonti). I polli d’allevamento rientrino nella gabbietta e facciano silenzio. Sciò!