lunedì 7 settembre 2009

Non dire gatto...


La situazione attuale mi riporta alla mente quella che si era determinata per Mussolini a seguito del delitto Matteotti: una grave crisi politica che ha rischiato di travolgere il suo regime. Anche per Berlusconi questi sono tempi difficili, messo com’è alle corde da uno scandalo dalle proporzioni mai viste e da un “affair” scatenato da una testata giornalistica a lui vicina.
Vista così la situazione sembra non avere sbocchi e c’è più d’uno che già parla di una sua prossima caduta nel caso in cui la Consulta dovesse giudicare anticostituzionale il lodo Alfano.
Può darsi. Io credo però che Berlusconi abbia ancora qualche colpo in canna che userà in modo spregiudicato. Cascasse il mondo.
Non penso sia realizzabile per vari motivi un progetto di un nuovo soggetto di centro.
Perché si crei una tale forza è necessario che attorno al partito di Casini si coagulino rappresentanti del Pdl e del Pd. Questo movimento di attrazione determinerebbe una spaccatura all’interno del Pdl e del Pd con tutte le conseguenze del caso. In pratica sarebbe poi difficile creare delle alleanze dopo tale fase. Altri alleati utili all’orizzonte non se ne vedono.
Sia il Pdl che il Pd non assisterebbero a questo squadernamento delle carte senza reagire. La reazione mediatica ad opera di Berlusconi sarebbe tale da uccidere sul nascere la nuova creatura. D’altra parte abbiamo già assistito in passato a un tentativo simile e gli esiti sono stati deludenti.
Dopo il caso Feltri/Boffo, la posizione di Berlusconi nei confronti della Chiesa risulta alquanto compromessa. Le gerarchie ecclesiastiche potrebbero però approfittare di questa supposta debolezza di Berlusconi per portare a casa notevoli benefici: dai finanziamenti alle scuole cattoliche a provvedimenti legislativi loro graditi. Dal canto suo Berlusconi ha tutto l’interesse ad assecondare i desideri della Curia vaticana, sia per ritessere lo strappo sia per chiedere, con un ritorno ideale a Canossa, un perdono per i passati emendabili comportamenti.
Alla Lega questa situazione fa comodo. L’indebolimento di Berlusconi crea nuovi spazi politici per gli uomini del carroccio e loro sono abbastanza abili e cinici per inserirsi nei varchi rimasti aperti. Berlusconi lascia fare perché sa di avere in mano il pallino. Il patto di ferro fra Pdl e Lega è per lui garanzia di lunga vita.
Purtroppo l’opposizione (segnatamente il Pd) non sembra al momento in grado se non di offrire una valida alternativa, almeno di approfittare della situazione propizia per creare difficoltà al suo avversario.
Si potrebbe verificare il caso che superato questo difficile momento, Berlusconi possa riprendere in mano la situazione per aprirsi la strada a anni di vasto consenso, proprio come avvenne 80 anni fa.

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