
Otto, dico otto sono i miliardi che il governo della vergogna ha tagliato alla scuola pubblica. A causa di questo taglio ci sarà la riduzione di 87.400 posti per il personale docente e di 44.500 posti per il personale ATA oltre, naturalmente, allo sbaraccamento della scuola elementare.
A cambiare la decisione del governo non sono serviti cortei, manifestazioni, scioperi, proteste, assemblee, petizioni, occupazioni. Tutto è stato inutile perchè questo governo quello che decide fa .
Peccato che questa grinta decisionista si sia di colpo sbriciolata di fronte a un batter di ciglia, non dico del Cardinale Bagnasco o del Papa, ma di un qualunque Bruno Stenco, direttore dell'Ufficio nazionale della Cei che si era lamentato di un taglio di 130 milioni di euro ai danni delle scuole paritarie (leggi cattoliche). "I fondi per le scuole paritarie verranno ripristinati", ha assicurato il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas. "C'è un emendamento del relatore che ripristina il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini". Quando si dice avere le palle!
Il PD, dal canto suo invece di protestare per questo servile comportamento del nostro governo, si è lamentato, per bocca dell'onorevole Garavaglia, perchè all'appello mancano ancora (oltre ai 120 milioni) 14 milioni. Non c'è che dire "Libera Chiesa in libero Stato"
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