mercoledì 27 gennaio 2010
mercoledì 13 gennaio 2010
Le due aliquote

Quando venne fuori la proposta delle due aliquote (23 e 33%) io, che non capisco quasi niente di economia, dissi a mia moglie “Ma questo e proprio pazzo! Come pensa di mettere mano a una riforma fiscale nel momento in cui il deficit supera il 5% e il debito pubblico schizza alle stelle? E poi che razza di riforma fiscale è quella che toglie ai poveri per dare ai ricchi?” Un semplice ragionamento da uomo della strada che conosce il valore dei soldi e che sa che 2 + 2 fa quattro.
E’ lo stesso ragionamento che avrebbero dovuto fare giornalisti, economisti, parlamentari, sindacalisti e tutti coloro che girano nel gran mondo della politica e dell’informazione. Invece niente. Il risultato è stato un mare di parole che ha riempito giornali, riviste, telegiornali, blog, programmi di approfondimento per giorni, giorni e giorni.
Ecco i titoli di alcuni articoli apparsi ultimamente sul “il Giornale” di proprietà del Presidente del Consiglio: “La rivoluzione fiscale di Berlusconi: due sole aliquote” “Giù le tasse per far ricca l’Italia” “Giù le tasse, così ai cittadini ridiamo libertà” “Le due aliquote: un’arma contro l’evasione”. “Berlusconi: nuovo contratto con gli italiani – giustizia, Stato,fisco”.
E’ possibile che in quest’Italia allineata e coperta non ci sia nessuno che alla prima sparata sappia dire a muso duro “Scusi Presidente, ma che cazzate va raccontando?”
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venerdì 25 dicembre 2009
martedì 22 dicembre 2009
martedì 15 dicembre 2009
Ecce homo
Berlusconi non mi piace, non lo stimo e non l’apprezzo.Mi piacciono però ancora di meno coloro che dicono che Tartaglia ha fatto bene, è un eroe.
Il folle gesto di questo signore, ancorchè psicolabile, è destinato ad alimentare ancora di più lo scontro politico. Al confronto anche energico su diverse proposte politiche, si sostituirà un conflitto emotivo dagli esiti incerti e pericolosi.
Se fossimo in un paese normale archivieremmo il fatto come il gesto di un folle. Anzi si approfitterebbe della situazione per darsi tutti una regolata. L’Italia però non è un paese normale e questo incidente verrà cavalcato dalla destra in modo cinico. In questo Berlusconi è maestro e già si sono viste le prime avvisaglie.
In un altro mondo la macchina presidenziale sarebbe schizzata via a tutta birra perchè in questi casi la cosa da salvaguardare è l’incolumità della personalità colpita, nella presunzione che possa essere fatta oggetto di un attacco reiterato. Qui invece è successo un fatto stranissimo. La macchina è rimasta ferma e Berlusconi si è esposto come un “ecce homo” alla vista dei suoi fedeli sostenitori. E se dentro quella folla ci fosse stato un attentatore con la pistola in pugno? Mistero.
A voler parler bene, c’è da segnalare un servizio di scorta dalle maglie molto larghe. Si è verificato a palazzo Grazioli dove le fanciulle in fiore a disposizione del premier si sono fatte riprendere dalle compagne di avventura nei bagni regali e addirittura una di loro ha registrato confidenze notturne nel lettone di Putin, si verifica oggi in una uscita pubblica nel bel mezzo di un clima politico infuocato.
Il fatto che il Giornale di ieri mattina parlasse di “responsabilità costituzionali”, lascia intendere che è già iniziata una battaglia all’ultimo sangue. Berlusconi potrebbe essere tentato di giocare una carta decisiva: approfittare della situazione emotiva del tutto favorevole per fare fuori i suoi avversari interni, in primis Gianfranco Fini, mettere nell’angolo l’opposizione, votare quelle leggi che gli possano garantire l’impunità, varare disposizioni che limitino in qualche modo le libertà fondamentali dell'uomo. In subordine si potrebbe usare l’arma delle elezioni anticipate. C’è il clima giusto per chiedere agli italiani sgomenti un plebiscito sulla sua persona.
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venerdì 11 dicembre 2009
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